Dopo due anni di confronto con il Comune di Vimodrone, prende finalmente forma Radici di Comunità, un progetto di rigenerazione urbana che mette al centro un campo agricolo pubblico situato in via Cadorna.
Con l’uscita del bando di coprogettazione, CasciNet APS ha partecipato come capofila insieme ad AmbienteAcqua APS, avviando un percorso di un anno dedicato alla cura, alla sperimentazione e alla costruzione condivisa del futuro di questo spazio.
Il progetto nasce dall’idea che un campo agricolo non sia solo un’area verde da mantenere, ma possa diventare un vero e proprio bene comune, capace di generare relazioni, apprendimento e partecipazione. L’obiettivo è trasformare questo luogo in uno spazio vissuto, aperto e condiviso, in cui cittadini, associazioni, scuole, giovani e anziani possano incontrarsi, prendersi cura della terra e immaginare insieme nuove modalità di utilizzo dello spazio pubblico.
La forza del progetto sta nel partenariato tra due realtà profondamente complementari. CasciNet APS porta l’esperienza maturata nella rigenerazione di spazi agricoli urbani e nella gestione comunitaria del verde, occupandosi della manutenzione ordinaria del campo – sfalci, potature, cura degli alberi da frutto – e coordinando il rapporto con l’Amministrazione comunale. AmbienteAcqua APS integra questo lavoro con una lunga esperienza nei processi di partecipazione, educazione ambientale e attivazione della cittadinanza, in particolare di scuole, famiglie e giovani, già fortemente radicata nel territorio di Vimodrone.
Radici di Comunità si sviluppa attraverso un percorso graduale. Nella prima fase, il progetto si apre all’ascolto del territorio: incontri pubblici, assemblee e momenti di confronto servono a raccogliere bisogni, desideri e idee dei cittadini, creando le basi per una progettazione davvero condivisa. A questo segue una fase di coprogettazione tecnica, in cui cittadini, associazioni e professionisti – come agronomi e paesaggisti – lavorano insieme per immaginare scenari possibili di utilizzo e valorizzazione del campo.
Parallelamente, il campo viene fin da subito vissuto e curato. Le attività di manutenzione partecipata diventano occasioni di formazione, socialità e scambio di saperi, in cui la cura della terra si intreccia con il fare comunità. In questo contesto, un ruolo centrale è giocato dal dialogo intergenerazionale: gli anziani del territorio portano conoscenze ed esperienze legate alla coltivazione e alla gestione agricola, mentre i più giovani contribuiscono con energie, visioni e nuove pratiche.
Durante tutto il percorso, il progetto viene costantemente monitorato e raccontato attraverso documentazione, momenti di restituzione pubblica e comunicazione trasparente, così da rendere visibile il processo e valorizzare il contributo di chi partecipa. Radici di Comunità non è quindi solo un intervento sullo spazio fisico, ma un’esperienza di cittadinanza attiva che mette in relazione persone, saperi e territorio.
Questo primo anno rappresenta anche una fase di sperimentazione: il campo agricolo diventa un laboratorio a cielo aperto per testare pratiche agroecologiche, modelli di gestione condivisa e possibili sviluppi futuri, come la connessione con gli orti comunitari e, in prospettiva, nuove opportunità legate all’agricoltura e alla vendita diretta.